scrivere, forse

venerdì, aprile 01, 2005

IL VIAGGIO.QUALCUN’ALTRO-POST

 

Sul treno guardai l’Umbria nel tramonto e per ennesima volta pensai quanto è bello questo paese.

 

Il viaggio è cominciato. Sto andando a casa.

 

E sarò qualcun’altro. Qualcun’altro rispetto a quello chew ero quando sono stata a casa due anni fa.

 

Qualcun’altro.

 

Sono seduta in un bar, “Bar amici”, nelle vicinanze di Roma Termini. Sto aspettando Aluce che non ho mai visto.

 

Il viaggio inteso come avventura. Nonh grande avventura, pericolosa,  ma avventura nelle piccole cose che succedono viaggiando.

 

Scrissi un SMS a Left:”Benvenuta a Roma – disse Gray a se stessa davanti ad una birra aspettando Alice...Torno tra tre settimane!” Qualcun’altro. Nel viaggio si è sempre qualcun’altro.

 

Pensai a Left. Alla strana influenza che ha avuto su di me, che dopo anni che non scrivevo una riga, è stato lui, è riuscito a spingermi di farlo.

 

Lessi due post di Frog che avevo stampato e porto sempre con me. Cazzo, bellissimi. Merda, sempre meravigliosi. Mi riempirono d’amore.

 

Pensai al viaggio ad Amsterdam di due settimane fa, il viaggio che ho condiviso con Rob, Fra, Vanni e Frog, io con questi 4 uomini nel mondo balloccato, colorato, easy di Amsterdam.

 

Sono in viaggio, sono qualcun’altro.

 

Pensai a Polemiko, alla dolcissima Poesianotturna, alla amata Orsarossa, ad altri amici, ai conoscenti, alle persone amate per un’istante, agli e alle amanti, al barbone con il quale ho litigato alla stazione.

 

Presi un’altra birra e mi lasciai un momento svuotato di tuttoe consapevole solo del fatto che amavo tutti loro, tutto ciò, forse quello che si chiama il mondo. E aspettai Alice, io, in viaggio, qualcun’altro.

 

versato da gray | 11:40 | commenti (538)

venerdì, gennaio 21, 2005

ANSIA, GONNA, SANGUE-POST

Non so da dove cominciare.

Ha vinto lei anche questa volta. E’ fortissima. Mi ha devastata. Come sempre. Come fa con tutti.

Sto scrivendo sul computer di E. Mi ha distratto una cosina incastrata nella tastiera tra "A" e "S". E’ un capello nero, ricciolo, corto. Io posso pensare provenga solo da una parte del corpo umano. Poi qualcuno mi dirà che sono ossessionata di sesso…

Lei è anche stronza e vanitosa. Una volta che ha vinto, non le basta. Regna in tutta la sua ferocia. E’ crudelissima. E questa volta lo è ancora di più per vendicarsi di me perché mi sono ostinata così a lungo al suo potere.

Ma forse ammettere di essere cittadino del Regno d’Ansia, in quanto doloroso, paradossalmente è la conferma inconfutabile di essere vivi e anche molto?

Qualche giorno fa, dopo aver ingoiato la dose da cavallo di arma debolissima, ma migliore che conosco contro la Feroce Regina cioè la Benedetta Tintura Madre di Melissa, sono andata ad un internet point per scrivere la lettera a Frog. E dopo averla scritta con le manine tremanti di vera, originale nevrotica di alta qualità, mi scappava la pipì. Ho la maglia a collo alto, nera, quella preferita. La gonna lunga, nera, preferita in assoluto. I stivali fino alle ginocchia, un po’ sado-maso, loro non preferiti – unici, però (per cui un po’ preferiti anche loro, forse…). Mi trovo in bagno del internet point, un bagno pulitissimo, con delle belle, lucidissime piastrelle bianche e blu. Faccio la pipì, e quando mi vesto, sento che la mia gonna da un lato pesa. La alzo e vedo che è bagnata e che gocciola le gocce di un colore strano. Senza pensarci la metto sotto l’acqua nel lavandino accanto e vedo uscire un sacco di sangue. "Oh, Dio, mi sono venute le mestruazioni, una vera emorragia, e mentre con una mano tengo la parte della gonna sanguinante nel lavandino e l’altra infilo tra le gambe aspettando di trovare il lago caldo, solo in quel momento sento il forte, acuto odore di candeggina.

A punto, un bagno pulitissimo. Girando la preferita gonna nera che è molto larga, ho rovesciato quel coso che sta accanto al water, quel coso nel quale sta quell’altro coso simile ad una spazzola bianca per pulire il water. Era pieno di candeggina. Non è il sangue mio, è il sangue della gonna che si sta stingendo. Stinge il rosso per sbiadirsi. Sono in una pozza di candeggina. Sono in una pozza di candeggina, nevrotica e darketona, con la gonna sanguinante nel bagno dell’internet point.

La gonna continua a sputare il sangue – suo, però - e si stinge in un bruttissimo colore marrone.

Ora, marrone no, cazzo! Tutto ma non marrone. Odio marrone. E’ un colore del cazzo.

Sto per un paio di minuti nel bagno, cerco di riflettere. Mi rendo conto, in quel momento vedo proprio nitido la mia follia, la mia mente e il mio carattere, mi vedo proprio come se fossi qualcun altro. Mi vedo anche fisicamente, dall’alto, in questa scatolina di bagno rivestita di lucide piastrelle bianche e blu, nella pozza di candeggina, il coso rovesciato, la gonna sanguinante. E tutta ‘sta scena patetica e grottesca mi fece quasi ridere. Quasi.

Trovai qualcosa di mistico in tutto ciò. Il segno del destino. Come se ci fosse un significato profondo e nascosto.

Uscì per la strada con la gonna stinta gocciolante. Mi sentivo una barbona, una di quelle nonnine che si vedono ogni tanto per le strade, smarrite negli altri tempi, altre epoche, vestite con dei vestiti di cinquant’anni fa. Mi sentì una nonna. Poi mi senti una pazza totale. E poi una donna bellissima nella sua tragicità. E poi anche un uomo mancato. E poi non lo so.

Quale è il significato profondo? Che i darketoni sputano il sangue e diventano brutti quando si cerca ti stingerli? Che il nero è pieno di sangue, di vita dunque?

Tenni il bordo stinto e bagnato della gonna sanguinante nella mano come una reliquia.

versato da gray | 19:24 | commenti (136)

mercoledì, gennaio 19, 2005

MINI CRAMPO POST 

Sono il crampo, la convulsione. Learning how to walk and fall at the same time. Visto che solo camminare non so fare.

versato da gray | 13:22 | commenti (27)

martedì, gennaio 04, 2005

TRATTINI-POST (Laurie)

Vorrei postare una foto, ma non so dove trovarla.

Ho imparato un sacco di parole nuove in questi giorni di festa.

Ho tradotto alcune canzoni di Laurie Anderson. Sono tornata ad amare Laurie Anderson.

Gli occhi azzurri, pieni di qualcosa coraggiosamente umano di Daniele. Il ricordo di abbraccio con la Mara. La voce di Brian Molko, cosi amato tutto l'anno. Tanto té, english afternoon. L'ansia, ormai noiosa. Capodanno sul letto di Vanni, la gatta e io, e Frog che viene ad abbracciarmi, e io che sto male, ma non abbastanza di non percepire tutta la bellezza delle sue mani.

“I wanted you. And I was looking for you.

But I couldn't find you.

I wanted you. And I was looking for you all day.

But I couldn't find you. I couldn't find you.

You're walking. And you don't always realize it, but you're always falling.

With each step you fall forward slightly. And then catch yourself from falling.

Over and over, you're falling. And then catching yourself from falling.

And this is how you can be walking and falling at the same time.”

Laurie Anderson

versato da gray | 20:12 | commenti (18)

venerdì, dicembre 17, 2004

Contrita-post

Sono seduta sulla grande sedia nera. Sto quasi sudando di concentrazione. Le doglie. Cerco di partorire qualche frase. “Su, paroline, care, uscite!” Lo sguardo è abbastanza da ebete, gelato sulla qualche venatura del legno del tavolo. Non muovo nessun muscolo, per non disturbare la possibile nascita delle frasi-bambine. Silenzio di tomba.

“Ti vedo un po’ contrita.”

“Sì.”

“Sai cosa vuol dire?”

“Sì, stare così”, rispondo rifacendo la postura del corpo, l’espressione del viso e lo sguardo che avevo fino all’attimo prima.

“Esatto! Lo sapevi?”

“No, ma l’ho capito dal suono. Contrita.”

Il suono. E una parola relativamente piccola. Una parola nuova. E’ sempre bellissimo imparare una parola nuova. Le persone che ti insegnano delle parole. Il loro ruolo in una minuscola parte somiglia a quello dei genitori. Ecco, il filo, la nascita, la frase, il parto.

versato da gray | 21:30 | commenti (20)

martedì, novembre 30, 2004

NOTTE: PUTTANA SUICIDA-POST (scritto domenica mattina)

Quasi le 5 di mattina, sono tornata a casa ora. Sono sobria, tranquilla & pulita - stasera non mi sono fatta nemmeno una canna; ho sorseggiato un po' di vodka-lemon. Nelle ultime 40 ore (circa) ho dormito 3 ore.

Sono uscita dal Klyk poco dopo le 04, ho preso la via di Sant'Egidio sperando che Rob & Fra uscissero proprio in quel momento dal Crisco e invece mi sono beccata due uomini che si picchiavano. Cominciai di sentirmi non del tutto al sicuro - fino a 5 minuti fa ero con Frog & Pol e ora camminavo da sola per la strada dove due imbecilli si menano cercando di fiondare piu' forte possibile le proprie ginocchia nello stomaco di quell'altro. Rob & Fra non si vedevano, i cretini continuavano di sbraitare, più avanti si vedeva & sentiva il gruppo di americani ubriachi. Cercai di trovare un taxxi - invano. Ormai vicino alla stazione, camminavo a passo svelto e man mano mi inervosivo sempre di piu' per il mio futuro più prossimo: trovarmi alle 04.30 di mattino con le prostitute e i protetori. Da una macchina qualcuno grido':"Puta!" e mi formai per guardarmi. Il giubbotto chiuso fino al collo, la gonna lunga fino alla metà polpaccio, i stivali senza tacco. Mi porsi la filosofica domanda: "Perché qualcuno potrebbe pensare che io sia puttana?"

(RUSH FINALE) A questo punto noto un uomo sulla cinquantina con i cappelli scompigliati ed visivi effetti della sbronza che si e' fermato e mi sta aspettando. "Se apre bocca, lo uccido"' penso. E infatti, appena mi sono avvicinata, comincia: #@^*)(+&*%% :> - sarebbe tedesco, e l'unica cosa che riesco a captare e' che si tratta di taxxi. Ma tutto ciò mi sembra solo una scusa.

"Anch'io sto cercando il taxxi. Non so dove si trova. MI lasci stare. Vada avanti." - dico (in italiano, of course), piuttosto scocciata.

Lui continua e continua e alla fine, guardandomi dritto negli occhi riesce a comporre la seguente frase:

"I thought you want to jump under the car. I just wanted to be sure you're not going to do it." e va via offeso dal mio tono nervoso.

Completamente shoccata, quando lui era già lontano - Dio, un tedesco sbronzo voleva salvarmi la vita! E' bellissimo - ancora ce' gente che si preoccupa per il prossimo! Lui non poteva andare tranquillo a nanna senza rassicurarsi che una pecorella smarrita era al sicuro! OH! - grido:

"NO, I'm not going to jump under the car. Everything's ok. I didn't want to jump under the car!"

"I just wanted to be sure. Ok. Thank you." - risponde il tedesco.

"Oh, THANK YOU!", e molto felice mi pongo la seconda filosofica domanda questa notte:"Perché qualcuno potrebbe pensare che io voglia suicidarmi?".

Due secondi dopo trovo il taxxi. Arrivo a casa. Scrivo questo post.

E ora mi toglierò il trucco.

versato da gray | 14:42 | commenti (18)

mercoledì, novembre 24, 2004

56.38. - CACTUS, SPECCHIO-POST

56 minuti e 38 secondi - il tempo che ho a disposizione in questo internet point.

dopo la caduta dal quarto piano, il cactus del quale ho scritto nel post precedente ha cominciato a crescere come forsenato. Il cactus magico. Di lui ho fatto il mio punto forza. Non avevo piu' nessun altro punto d'appoggio.

No, non potevo piu' affidare nemmeno nello specchio. Il mio viso non mi dava ne la risposta ne la forza che avevo bisogno.(Un brutto calo del livello di narcisismo...)

"Allora, affidiamo in cactus", pensai.

Cresce come matto. (qualcuno l'ho definito un semplice complesso di castrazione, il mio rapporto con il cactus...BAH!)

(SONO FELICISSIMA DI SCRIVERE QUI. AMO QUESTO BLOG. E AMO LA GENTE CHE SCRIVE, AMO LA GENTE CHE HO TOCCATO SCRIVENDO QUI.)

 

versato da gray | 17:03 | commenti (7)

lunedì, novembre 15, 2004

FLASH-POST

FLASH 1: Il vento. Il cactus caduto. Il cactus recuperato il giorno dopo. Qualcuno l’ha trovato e lasciato davanti al portone del palazzo dove abito. Il cactus che ha fatto il volo di quattro piani e sta meglio di prima. Il cactus tentato suicida. Il cactus volante. E come si dice in quel film:”Non importa il volo, quello che conta è l’atterraggio.”

FLASH 2: Io che non scrivo da secoli. L’ispirazione mi ha abbandonato. E più penso al questo fatto più le paroline scappano. Io davanti alle pagine e pagine scritte a mano: “Non è una post, non è un post, è merda, merda, merda, non dice un cazzo!”

FLASH 3: Entro dal parrucchiere. Voglio tagliarmi i cappelli come Brian Molko. Ecco. Ma non lo dico. Esco come Marilyn Manson. Non mi voglio bene.

FLASH 4: Mi bacio con una ragazza, è più bassa di me, la musica intorno a noi fa più che schifo. Sto a, come direbbe Polemico, limonare con lei. Poi ci si divide e si sparisce tutte e due nella stessa maniera come ci siamo trovate. Dal nulla e nel nulla. Non mi ricordo il suo nome. Era lungo e complicato. Non mi ricordo il suo viso. Era mora.

FLASH 5: Il funerale di Arafat in diretta sulla 7. Qualche mese fa dovevo andare in Palestina. E’ da 10 anni che sto per andare in Palestina.

FLASH 6: SMS mandato a emi qualche settimana fa: “E’ sorprendente come non appartengo mai a niente. La non-appartenenza come una condizione di vita.” Cos’è, qualche nuovo inutile trattato filosofico?

versato da gray | 17:34 | commenti (14)

sabato, ottobre 09, 2004

SONNO-POST

Non ancora. D'altronde sono solo le 2.00.

Penso ai miei amici che dormono.

Al corpo forte di Emi, che lui cerca di nascondere, abbandonato al sonno a un paio di metri da me, nella sua stanza.

Al corpo di Frog sul suo letto che vedo sempre con quelle lenzuola con le margherite nelle quali abbiamo dormito insieme per la prima volta , lenzuola che lui ha rubato – costavano troppo per il suo sistema dei valori, per cui…

Al corpo di Left, Left che bacio da un decennio, Left che dorme solo nel suo letto, e mai, mai da qualche altra parte, Left con la sua maschera nera per gli occhi.

Al sonno irrequieto di Michele con il quale ho parlato stasera, confidandomi. Michele e la sua sofferenza, il suo viso che porta come testimonianza, prova di questo dolore. Bellissimo.

Virgil. Come dorme Virgil? Non lo so. Ho avuto paura di scoprirlo. (Virgil. La sua bellezza. Avendo infatuazione per questo tipo di bellezza, sono stata aggressiva. Mi sono difesa. Il mio amore, è stato per un paio d’istanti il mio amore Virgil. E gli ringrazio di essersi prestato a questo ruolo senza saperlo.)

Polemiko che leggo con l’umiltà che di solito raggiungo difficilmente, l’umiltà che la sua scrittura ha fatto nascere dentro di me senza nessun sforzo. Polemiko è uno scrittore che non sa di esserlo.

Rob. (E il suo russare!) I suoi occhi azzurri, pacati.

Fra, accanto a Rob, le sue mani che ho toccato nel buio guardando un film, le sue mani che vivo come la sua parte più tenera (e porca!).

Marcyfull, (Rat) che non ho più pallida idea come dorme, ma ieri lo guardavo – era bellissimo. Come si possono vedere belli i fratelli, gli amanti non li vedi mai. Avrei voluto dirglielo, avrei voluto che lui lo sentisse davvero, avrei voluto farglielo capire, ma non l’ho fatto e mi pento.

I miei uomini dormono.

Gli uomini che ho amato nella mia vita – tutti – dormono come dei sassi.

E le mie donne?

Sarà un’altra storia. Orsarossa è ancora nella dormiveglia indecisa, Ilaria ha messo la coscia tra le gambe rassicuranti della sua grande donna amata, Lys sta raccogliendo le nuove trame per i suoi film, Lys, la mia nuova amica amata. Gaia. Lei dorme sognando me. (Le sue mani da bambina, le amerò sempre.)

E poi?

E poi – basta.

Abbraccerò di nuovo Dylan (Dog) e dop sorgerà dalla parte del letto vicino alla parete M, la mia amante perfetta, quella con la quale dormo tutte le notti, lei che domani scriverà del mio sonno.

(Sono le 3.00. E’ arrivato Massi, uno dei miei coinquilini, cotto. Si è svegliato Emi, più che cotto. Stiamo girando mezzi nudi tra le stanze, cucina e bagno. Emi non trova il cellulare, lo chiamo per sentire lo squillo – è irraggiungibile. La mia casa è TRAIN SPOTTING, porca merda.)
versato da gray | 16:34 | commenti (38)

martedì, settembre 28, 2004

PARTO.LACRIME.BOLOGNA.FRIENDS-POST

E’ tutto il giorno che sto patendo. Sono le doglie del parto di questo post. Ho scritto nella mente un sacco di cose oggi. Ho pensato, poi, che quello che ho vissuto durante il weekend sia talmente forte e solenne che le parole mi offendevano.

In questi casi mi arrabbio, mi sento impotente, odio non potermi esprimere.

Ma qualcosa deve uscire da me, se non scoppio.

Dunque.

Due giorni fatti di strati di emozioni, strati fini, alcuni di color pastello, alcuni invece di colori fortissimi.

SCENA 1:Frog & io per la strada; le sue lacrime. Ci sono i momenti in cui sento Frog, sento il suo essere & vivere, pensare e respirare, sento come vede i colori e sente i suoni. Non so perché questo accade. E ci sono tra questi momenti in qui sento tutta la sua emotività sprigionata. Le lacrime di Frog. Siamo per la strada e io che lo guardo, tutto questo è talmente potente, è una specie di orgasmo emotivo. Lecco una sua lacrima, (salatissima!), così ho incorporato una parte fisica delle sue emozioni.

SCENA 2:Bologna. Pol. Lys, che in primo momento non avevo riconosciuto. Ratto amato, che praticamente vedo solo di sfuggita. Claude, venuto per la prima volta con noi, piombato in mare delle mie amicizie cariche di emozioni, di incontri inaspettatamente teneri, non so cosa si aspettava, non so come ha vissuto tutto questo, ma niente perplessità.

E poi Pol, con lui non ho mai esitato, ho sempre, dal primo momento, pronunciato esattamente quello che sento. Con Pol parlo come vorrei scrivere. (Gray compra il registratore!)

E poi la notte pazzoide a Bologna, la notte nella quale sono successe anche le cose dolorose (e di questo mi freno di scrivere qui per rispetto di segreti che divido e di pianti che ho visto, di tradimenti che intuisco…), la notte nella quale per la prima volta forse, ho sentito che i miei amici hanno bisogno di me. Mi sono sentita amata tanto.

Pomeriggio da Lys e Pol. Lys con la quale parlo di fretta, lei mi da la sua maglietta e la tuta per dormire, e tra questi vestiti e queste frasi veloci, dentro di me nasce (o solamente ora si fa sentire in forma decisa e chiara?) un senso di amicizia intima, che mi piace tanto che chiudo gli occhi per poterla vedere bene dentro di me.

Oh, sì, I loved the world my friends…

(ho riletto questo post. Lo lascio, ma non esprime quello che ho vissuto. Mi dispiace, non ce l'ho fatta. E' stato troppo forte. )

versato da gray | 17:06 | commenti (11)

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